24 Aprile

Storie di 8 donne: italiane e manager

Chi ha detto che un manager è solo ed esclusivamente uomo? Beh, chi l’ha detto di certo non conosceva la tempra, il coraggio e il carisma femminile, soprattutto per...

Chi ha detto che un manager è solo ed esclusivamente uomo? Beh, chi l’ha detto di certo non conosceva la tempra, il coraggio e il carisma femminile, soprattutto per quanto riguarda le donne italiane. Sì, perché non solo le donne sono multitasking e in molti ambiti hanno una marcia in più; il talento manageriale femminile porta anche benefici a tutta l’attività imprenditoriale, davvero a 360°: insomma, le donne al timone delle aziende sono l’arma segreta di molti business di successo! 

Quelle di oggi, allora, sono le storie di 8 donne: italiane e manager. Certo, non sono le uniche ai vertici di floride aziende e non sono né le più note né le più importanti: tuttavia le loro sono storie che ti ispireranno. Storie di successo lavorativo ma anche familiare; perché chi ha detto che una donna in carriera non può essere anche una mamma e/o una moglie appagata?

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Anna Amati

Lei è vice presidente e membro del Consiglio di Amministrazione di META Group, azienda internazionale leader nel settore dell’innovazione: la società in particolare opera nel settore dello sviluppo economico e dei servizi rivolti alle giovani imprese. Anna da oltre vent’anni si occupa di venture capital e progetta incubatori e parchi scientifici, fa parte del Consiglio direttivo di Italia Startup ed è coordinatore italiano della Kaufmann Foundation; ma è prima di tutto architetto, moglie e mamma.

Ornella Barra

Hai presente i Boots, ovvero i drugstore/farmacie più famosi di Regno Unito e USA? Ornella Barra è Co-Chief Operating Officer proprio di Walgreens Boots Alliance, Inc.la meta principale negli USA e in Europa per l’acquisto di farmaci e prodotti per la cura e il benessere della persona. Nel settembre 2016 la rivista Fortune ha pubblicato la sua lista annuale delle “50 donne d’affari internazionali più potenti” e ha posizionato la Barra in decima posizione: infatti non sono molti gli italiani ai vertici di aziende straniere!

Silvia Candiani

Prima è stata Direttore Marketing & Operations di Microsoft Italia; poi è diventata General Manager Consumer Channel Group per l’area dell’Europa centrale e dell’Est. In più, nonostante la sua sfolgorante carriera, l’ambito familiare non ha risentito dei suoi enormi successi: Silvia infatti ha due figli e ama trascorrere il suo tempo libero facendo escursioni assieme alla sua famiglia.

Elena David

Una laurea in Economia e Commercio, un Master in Economia e Gestione del Turismo e tanta tanta esperienza in un settore tanto proficuo quanto difficile, il turismo. Nell’arco della sua lunga carriera, Elena ha contribuito al lancio della catena alberghiera UNA Hotels & Resorts, della quale è anche stata Amministratore Delegato per molto tempo. Ma Elena è stata anche Presidente di Confindustria AICA, Vice Presidente di Federturismo, e Presidente di AICEO (Associazione Italiana CEO). E nonostante tutti i suoi successi e i suoi impegni, Elena è anche mamma presente di due splendidi figli.

Fabiola Gianotti

Fabiola è orgoglio tutto italiano: infatti è l’attuale direttrice generale del CERN di Ginevra (ed è la prima donna ad aver ricevuto questo incarico). È forse la fisica italiana più famosa e preparata al mondo; ma Fabiola è anche diplomata in pianoforte al Conservatorio e le è stato addirittura dedicato un asteroide, 214819 Giannotti.

Laura Iris Ferro

Una laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Milano, poi una specializzazione in Psichiatria e Farmacologia Clinica, infine un MBA presso la Bocconi. Laura ha iniziato nell’azienda farmaceutica di famiglia, la Crinos SpA, che poi, nel 2009, ha trasformato in rinomata azienda biotech, Gentium, un’azienda quotata al Nasdaq di New York che nel 2013 ha avuto un rialzo in Borsa del 600%.

Miuccia Prada

Il nome Miuccia Prada fa rima con Italia; questo perché il marchio ha fatto dell’italianità la sua firma distintiva all’estero. I marchi Prada e Miu Miu sono arrivati in breve tempo al vertice della moda internazionale; e questo grazie ad un approccio innovativo sia per quanto riguarda il disegno di capi d’abbigliamento e accessori, sia per quanto riguarda il nuovo concept dei punti vendita, nati dalla collaborazione con architetti di fama internazionale. 

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Tim

Se fossi un colore sarei il blu e se fossi un film sarei "Blow-up" di Antonioni. Già, perché studio fotografia e mi chiamo Tim; ho lavorato come cameriere a Miami e poi ho preso il primo aereo per Roma. I love Italy!

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