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Infermieri in Australia: intervista a Stefano

Stefano Boscolo è uno dei tanti italiani che ha deciso di vivere all’estero, precisamente in Australia. Non è stato facile, ma dopo circa due anni di sacrifici sta per...

Stefano Boscolo è uno dei tanti italiani che ha deciso di vivere all’estero, precisamente in Australia. Non è stato facile, ma dopo circa due anni di sacrifici sta per completare il percorso che lo porterà a lavorare nella terra dei canguri come infermiere. Stefano ha 27 anni, viene dalla provincia di Venezia ed è arrivato Down under nel 2013. Molti infermieri, infatti, prima di avviare tutte le pratiche, preferiscono vivere un’esperienza in Australia con il working holiday visa (se hanno meno di 31 anni) oppure con lo student visa, se hanno superato i 31 anni. È un buon modo per capire se l’Australia fa al caso proprio: è una terra bellissima, dove la qualità della vita è alta ma è estremamente lontana e diversa dall’Italia. 

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“L’Australia è sempre stata il mio sogno – dice Stefano – questo paese immenso, distante e assolutamente multiculturale mi ha sempre affascinato. Nel 2013 ho deciso di mollare tutto e ho acquistato un biglietto di sola andata per Melbourne. Da quel momento sono iniziate una miriade di sfide. Per prima cosa ho dovuto trovare una casa e, cosa più importante, mi serviva un lavoro. Ho iniziato il mio percorso come OSS nelle case di riposo.

Ottenere il riconoscimento della propria laurea italiana in Scienze Infermieristiche è un processo senza fine: innanzitutto devi superare l’esame di inglese, poi puoi contattare il Collegio Infermieristico Australiano (AHPRA) e da lì iniziare un periodo fatto di attese e anche frustrazioni a causa della miriade di documenti e traduzioni di documenti necessari. Per noi laureati in Italia è necessario frequentare il Bridging Program (chiamato anche Iron), un corso di 3 mesi che costa circa $12.000. Una volta completato il corso, l’AHPRA richiederà altri documenti e solo allora potrai registrarti all’albo. Io, finalmente, dopo più di un anno, ce l’ho fatta!

Ma non è finita qui – racconta Stefano, che ha anche inoltrato la richiesta per lo skilled visa. Una volta ottenuta la registrazione bisogna contattare l’organo ANMAC ed ottenere un ulteriore riconoscimento e convalida, tramite il cosiddetto skill assessment. Poi bisogna esprimere al Governo il proprio interesse a voler emigrare in Australia; aspettare l’invito e quindi richiedere di diventare residente permanente. Nonostante tutte le difficoltà, lo rifarei di nuovo perché ormai vedo il mio futuro in Australia, un paese dove si può crescere professionalmente. Ovviamente mi manca l’Italia, il cibo, i pomeriggi spesi con gli amici a bere gli spritz…”

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Alessia

Maniaca dell’ordine, sognatrice seriale; Alessia ama i gatti, il caffè senza zucchero e i film. La sua stagione preferita è l’autunno: foglie ingiallite, i primi freddi e la pioggia. Possibilmente tutti i giorni e, magari, abbondante. Grazie.

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