Come si diventa assistente di volo: la storia di Alessandro

La storia di oggi è quella di Alessandro, un giovane ragazzo palermitano che, stanco di lavori precari e in cerca di un futuro migliore, ha deciso di lasciare l’Italia...

La storia di oggi è quella di Alessandro, un giovane ragazzo palermitano che, stanco di lavori precari e in cerca di un futuro migliore, ha deciso di lasciare l’Italia (e la sua amata Palermo) per trasferirsi in Inghilterra, per la precisione a Londra. Adesso Alessandro lavora come assistente di volo per Ryanair ed è davvero soddisfatto del traguardo raggiunto; in questa breve intervista racconta come ci è riuscito e cosa c’è da fare se si sogna di diventare steward (o hostess).

  • Ciao Alessandro. Iniziamo con una piccola presentazione; raccontaci qualcosa di te: da dove vieni, quanti anni hai e di cosa ti occupi al momento?

    Sono Alessandro Puleio, sono nato a Palermo, ho 23 anni e attualmente lavoro a Londra come assistente di volo per Ryanair.

  • Da quanto vivi a Londra e come ti trovi?

    Vivo a Londra da circa 2 mesi e mi trovo abbastanza bene. Avevo visitato la città diverse volte poiché ho 2 fratelli che vivono qui da parecchi anni e mi hanno aiutato ad adattarmi.

  • Quali sono stati gli step che ti hanno portato in Inghilterra?

    La prima cosa che ho fatto è stata studiare l’inglese: ho infatti frequentato la Myes di Palermo per circa un anno prima di sostenere (e superare) il colloquio con Ryanair.

  • Come mai proprio l’assistente di volo?

    L’idea di fare l’assistente di volo è nata quasi per caso mentre cercavo, in internet, offerte di lavoro. Mi sono, infatti, imbattuto in un sito che pubblicizzava le selezioni a Palermo e ho deciso di provare.

  • Qual è stato il motivo che ti ha spinto a partire e a lasciare l’Italia?

    Purtroppo il motivo principale che mi ha spinto a partire è stato lo stesso che, quotidianamente, spinge centinaia di italiani a lasciare il paese: la mancanza di un lavoro!

  • Come si svolgono le selezioni Ryanair?

    Le selezioni Ryanair sono abbastanza semplici: vengono organizzati dei recruitment days in diverse città; basta iscriversi online sul sito  http://www.crewlink.ie/it/recruitment-days e presentarsi muniti di passaporto alla selezione. Per superarla bisogna passare diverse prove; innanzitutto un test scritto (in inglese ovviamente) composto da alcune domande a riposta multipla e una a risposta aperta (circa 10-15 righe). Passata la prova scritta bisogna superare un test orale: per lo più si tratta di una prova di comprensione di un testo che viene letto dall’esaminatore. Poi, una volta superati gli esami, bisogna fare un corso intensivo di 6 settimane.

  • Hai qualche suggerimento da dare per superare al meglio la selezione?

    Beh, un piccolo suggerimento che posso dare a chi ha intenzione di buttarsi in questa avventura è quello di non sottovalutare assolutamente il corso intensivo! Infatti non è per niente semplice come si può pensare e circa 10 ragazzi del mio corso (tra cui diversi madrelingua) hanno, purtroppo, fallito.

  • Quali sono i documenti necessari per vivere all’estero e per lavorare come assistente di volo?

    I documenti necessari, purtroppo, sono tanti! Per esempio, anche solo per le selezioni, serve un passaporto in corso di validità. A me sono stati richiesti diversi documenti tra i quali il certificato penale (deve essere aggiornato quindi meglio richiederlo pochi giorni prima dell’inizio del corso), una copia autenticata del passaporto, un certificato medico AME e una prova di indirizzo (un estratto conto o una bolletta). Poi, per avere l’ID dell’aeroporto, si deve compilare un form con tutte le referenze e, una volta giunto a Londra, ho dovuto fare richiesta per il National Insurance Number (NIN) e aprire un conto corrente presso una banca inglese.

  • Come sono i contratti di lavoro per assistenti di volo in Inghilterra?

     I contratti variano a seconda della base presso cui si viene assegnati e lo stipendio non è fisso ma dipende dalle ore di volo effettuate nel mese. Annualmente c’è un numero massimo consentito: in 12 mesi si possono fare massimo 900 ore di volo.
  • Qual era il tuo livello di inglese quando sei arrivato? Inizialmente hai avuto difficoltà?

    Il mio livello appena arrivato qui era circa un B2. Non ho avuto particolari difficoltà se non in alcune materie del corso: per esempio primo soccorso, per cui era richiesta la conoscenza di un linguaggio più tecnico. Ad ogni modo, stando in contatto quotidianamente con altre persone, leggendo giornali o, semplicemente, guardando la TV, è molto semplice ampliare e consolidare la propria conoscenza della lingua.

  • Ti sembra che in Inghilterra ci siano maggiori opportunità lavorative? Che percezione hai del tuo futuro rispetto all’Italia?

    Per quanto riguarda le opportunità lavorative… direi proprio di sì! Inoltre, qui in Inghilterra, mi sembra che il mio futuro sia un po’ più semplice da costruire. Purtroppo la percezione che avevo dell’Italia (e delle mie possibilità lavorative in patria) non è cambiata e oggi che vivo all’estero mi trovo a confermare che anche agli occhi degli altri il nostro è un paese che non riesce a cambiare e a rimediare a 20 anni di politiche sbagliate: il risultato è che noi italiani siamo ancora etichettati/liquidati con un pizza, pasta e bunga bunga! 

  • Hai progetti per il futuro? Resterai a Londra?

    Uno degli aspetti positivi di questo lavoro è la possibilità di poter scegliere fra diversi posti in cui vivere. Si può, infatti, chiedere il cambio di base temporaneo o definitivo e, personalmente, non mi dispiacerebbe l’idea di visitare nuove città in futuro!

  • Una cosa che ti piace del vivere in Inghilterra e una cosa che non ti piace.

    La cosa che non mi piace è fin troppo semplice: il tempo! Abituato al bellissimo cielo azzurro siciliano adattarsi al triste grigiume inglese non è cosa semplice! Tra gli aspetti positivi, invece, direi i numerosi eventi organizzati quotidianamente in città: mostre, concerti, partite di calcio.

  • Cosa consiglieresti ai tanti italiani come te che sognano di lavorare all’estero?

    Consiglierei di studiare un minimo di inglese, quel tanto che basta per trasferirsi e partire il prima possibile. Qui possibilità di lavoro ci sono e sono numerose! 

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Alessia

Maniaca dell’ordine, sognatrice seriale; Alessia ama i gatti, il caffè senza zucchero e i film. La sua stagione preferita è l’autunno: foglie ingiallite, i primi freddi e la pioggia. Possibilmente tutti i giorni e, magari, abbondante. Grazie.

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