Non dire colloquio

Le 10 domande da non fare a un colloquio di lavoro

La settimana scorsa Laura ti ha parlato delle migliori domande da fare a un colloquio di lavoro in inglese; oggi invece è la volta delle peggiori domande, quelle da...

La settimana scorsa Laura ti ha parlato delle migliori domande da fare a un colloquio di lavoro in inglese; oggi invece è la volta delle peggiori domande, quelle da non fare assolutamente!
So che alcune di queste bestialità ti sembreranno banali, ovvie e stupide ma credimi: “Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi”!
Quindi tieniti forte alla poltrona o alla scrivania: queste sono le 10 domande da non fare a un colloquio di lavoro (sia in inglese che in italiano!). Certo, se proprio vuoi puoi farle ma a tuo rischio e pericolo e da questo dipende il tuo futuro lavorativo: vuoi davvero che il tuo curriculum diventi carta straccia? 

  1. Good morning. Sorry I’m late.

    Chi ben comincia è a metà dell’opera ma viste le premesse, non c’è niente di buono in vista. Il curriculum dei ritardatari è il primo ad essere cestinato, sempre! Non ci sono scuse: non si arriva in ritardo a un colloquio di lavoro; mai. Non è necessario presentarsi due ore prima dell’appuntamento ma un po’ di anticipo è fortemente consigliato.

  2. Excuse me, is this X Company? You know, today I have 5 interviews.

    Può sembrare assurdo, strano, improbabile ma ci sono persone che davvero lo chiedono e sono molte di più di quelle che pensi! Chi si mostra confuso e poco convinto rischia di fare la figura del babbeo svampito e perde sicuramente l’opportunità di essere assunto: come si può dare un posto di lavoro a chi non è neppure sicuro di quale sia l’azienda in cui si trova?

  3. What exactly does this company do?

    Siamo seri: questa domanda non si fa! Anzi, è buona norma, prima di ogni colloquio, informarsi sull’azienda così da arrivare ben preparati dall’esaminatore. 

  4. My ex boss was an asshole / incompetent / dishonest.

    Questa non è una buona strategia: non si parla male dell’ex datore di lavoro davanti al (forse) futuro datore di lavoro! Sentire pettegolezzi su un suo pari metterà l’esaminatore sulla difensiva e un atteggiamento simile  non farà apparire professionale il candidato. Meglio evitare.

  5. My worst flaw? I’m a perfectionist.

    Forse chi afferma questo pensa di risultare sincero, intelligente, interessante e un po’ ingenuo ma la dura realtà è un’altra: il CV in questione sarà appallottolato e gettato all’istante. Chi afferma di essere un perfezionista viene spesso etichettato come antipatico e presuntuoso; la cosa migliore, quindi, è essere sinceri e comportarsi il più naturalmente possibile.

  6. Are there benefits/bonuses/discounts for employees?

    Queste domande è bene farle dopo aver ottenuto il lavoro: farle prima può far pensare che il candidato sia interessato solamente ai vantaggi economici che da un certo impiego possono derivare.

  7. How long is the lunch break?

    Stessa storia: non chiedere informazioni di questo tipo al primo colloquio, risultano un po’ sciocchine. In ogni caso sono certa che non morirai di fame.

  8. Is the uniform required?

    Questa è una domanda tipica di chi fa richiesta per alcuni impieghi in cui la divisa è chiaramente obbligatoria. Oppure c’è qualcuno che pensa che gli altri la indossino per divertimento? 

  9. Will the trial period be paid? And how much?

    Questa è la razza peggiore esistente fra coloro che stanno cercando un lavoro. Chiedere subito se il periodo di prova sarà pagato fa apparire il candidato poco desideroso di lavorare e di mettersi in gioco davvero: domande del genere, al primo incontro, andrebbero evitate; così come andrebbero evitate le domande sulle ferie o sui giorni di malattia. Meglio essere dentro… e poi chiedere!

  10. If you hire me, I have something to say: next week I have a wedding.

    Stai tranquillo: se ti poni in questo modo starai a casa per molto tempo, non solo il giorno del matrimonio. Non ci sono matrimoni, visite mediche, compleanni, anniversari che tengano quando si cerca un posto di lavoro… almeno all’inizio! Aspetta di essere dentro e poi vedi come si comportano gli altri e qual è la politica sulle ferie, i permessi e i giorni liberi.

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Alessia

Maniaca dell’ordine, sognatrice seriale; Alessia ama i gatti, il caffè senza zucchero e i film. La sua stagione preferita è l’autunno: foglie ingiallite, i primi freddi e la pioggia. Possibilmente tutti i giorni e, magari, abbondante. Grazie.

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