Open Roads: New Italian Cinema

Si chiama Open Roads: New Italian Cinema o, più semplicemente, Open Roads ed è il festival di cinema italiano organizzato ogni anno al Lincoln Center di New York. La...

Si chiama Open Roads: New Italian Cinema o, più semplicemente, Open Roads ed è il festival di cinema italiano organizzato ogni anno al Lincoln Center di New York. La manifestazione è organizzata dall’Istituto Luce Cinecittà e da The Film Society of Lincoln Center.

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Quando si tiene?

Il festival si tiene ogni anno e dura una settimana; quest’anno si è tenuto dall’1 al 7 giugno.

Quali sono i film?

I 14 film scelti per essere proiettati sono di solito rappresentativi del cinema italiano e dell’Italia stessa. Si tratta delle pellicole più interessanti della scorsa stagione e che raccontano le tante e complesse facce del nostro Paese: quest’anno sono andati in scena ben 48 David di Donatello! La selezione di quest’anno ha portato in scena un’Italia complessa e complicata: il cinema come specchio di contraddizioni sociali e culturali forti e tutte italiane. 

Ad aprire la rassegna di quest’anno è stato Indivisibili di Edoardo De Angelis, film vincitore di 6 David di Donatello e acclamatissimo da pubblico e critica. Le protagoniste sono due gemelle siamesi che la famiglia costringe ad esibirsi in feste ed eventi paesani. Poi, a 18 anni, le due ragazze scoprono che possono essere operate: in questo modo ognuna potrebbe vivere la propria vita in modo autonomo e realizzare i propri desideri.

Ma quest’anno è stato anche l’anno di un film documentario a tema esorcistico che è stato una vera e propria rivelazione: Liberami di Federica Di Giacomo, pellicola vincitrice della sezione Orizzonti alla scorsa edizione del Festival di Venezia. Vi si raccontano le vicende di Padre Cataldo, uno fra gli esorcisti più ricercati in Sicilia, e di una nutrita comunità di fedeli che sempre più spesso si affidano ai preti esorcisti per scacciare i demoni dai “posseduti”.

Un’altra pellicola molto acclamata è stata Fiore di Alessandro Giovannesi: la storia di Daphne, ragazzina colpevole di aver commesso alcune rapine e per questo rinchiusa in un carcere minorile all’interno del quale si innamora di Josh, anche lui detenuto.

Ma a Open Roads c’era anche Pif, Pierfrancesco Filiberto, tornato con il film storico satirico, In guerra per amore.

E poi, ancora, La guerra dei cafoni di Davide Barletti e Lorenzo Conte; ma anche I figli della notte di Andrea De Sica, un film di formazione dai toni cupi e a tratti quasi horror. Il film è ambientato in uno sperduto collegio per rampolli dell’alta società nel quale non solo si insegna la disciplina ma si sperimenta anche la trasgressione e si è costantemente “monitorati”.

Ma è stato proiettato anche Orecchie di Alessandro Aronadio e Le ultime cose di Irene Dionisio, una pellicola intensa e sorprendente. E poi, ancora, La ragazza del mondo, opera prima di Marco Danieli e Sole, Cuore, Amore di Daniele Vicari: la storia di Eli, Isabella Ragonese, e della sua “via crucis” personale e lavorativa per tirare avanti e mantenere marito e figli.

Infine c’è stato spazio anche per i veterani del cinema italiano: Due soldati di Marco Tullio Giordana (conclusione della trilogia cominciata con I cento passi e proseguita con Lea); Gianni Amelio con La tenerezza, liberamente tratto dal romanzo di Lorenzo Moreno vincitore del Premio Strega. Ma è stato incluso nel festival anche Le confessioni di Roberto Andò, storia di un monaco (Toni Servillo) che tiene sotto scacco i potenti della terra radunatisi per un G8. Infine è stato incluso anche l’attesissimo Fai bei sogni di Marco Bellocchio, delicato ed emozionante adattamento dello splendido e omonimo romanzo di Massimo Gramellini.

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Alessia

Maniaca dell’ordine, sognatrice seriale; Alessia ama i gatti, il caffè senza zucchero e i film. La sua stagione preferita è l’autunno: foglie ingiallite, i primi freddi e la pioggia. Possibilmente tutti i giorni e, magari, abbondante. Grazie.

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