L’Australia è sempre una buona idea: intervista a Ketty

Natura incontaminata e paesaggi meravigliosi; una qualità della vita altissima; ottime opportunità lavorative: l’Australia è tutto questo e molto di più! Una terra agognata da chi desidera partire e...

Natura incontaminata e paesaggi meravigliosi; una qualità della vita altissima; ottime opportunità lavorative: l’Australia è tutto questo e molto di più! Una terra agognata da chi desidera partire e costruirsi un futuro fuori dal proprio paese d’origine: inutile fingere… Down Under si vive bene! Ecco perché tutti vogliono andare nella terra dei canguri.

E così ha fatto Ketty, una intraprendente ragazza campana che ha mollato tutto ed è partita, desiderosa di fare un’esperienza e di vincere una sfida personale. Oggi Ketty è rientrata in Italia: ha migliorato tantissimo il suo inglese, è cresciuta sia professionalmente che a livello personale ed è pronta ad affrontare una nuova sfida lavorativa. Col sorriso sulle labbra… proprio come le hanno insegnato in Australia!

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  • Ciao Ketty! Iniziamo con una piccola presentazione; raccontaci qualcosa di te: da dove vieni, quanti anni hai e di cosa ti occupi al momento?

Ciao a tutti: io sono Ketty, ho 23 anni e sono nata a Napoli. All’età di 13 anni mi sono trasferita con la mia famiglia a Milano, più precisamente a Cerro al Lambro. Ho iniziato la mia esperienza lavorativa a 15 anni come cameriera inanzitutto perchè non volevo pesare economicamente sui miei e poi perchè volevo essere un pò indipendente. Nel frattempo ho proseguito gli studi e ho frequentato il Professionale Piero della Francesca a Melegnano, dove mi sono diplomata. Adesso sto per cominciare a lavorare come receptionist presso la sede My English School di Milano Via Filzi. 

  • Sappiamo che sei da poco tornata da una esperienza di lavoro e di vita in Australia. Come è iniziata questa tua avventura?

Sono partita il 7 giugno 2016: dopo aver trascorso due settimane in Thailandia, sono finalmente arrivata in Australia! All’inizio è stata dura, inutile negarlo, ma grazie al mio carattere socievole, alla mia determinazione e alla voglia di mettermi in gioco, non mi sono arresa e sono andata avanti… alla fine tutto è andato per il meglio!

In Australia ho conosciuto persone meravigliose: colleghi e coinquilini con i quali sono ancora in contatto e che non mancherò di andare a trovare molto presto. Lavoravo come cameriera in un ristorante italiano!

  • Qual è stato il motivo principale che ti ha spinta a partire?

Ho sempre sognato di fare un’esperienza del genere e i motivi sono stati davvero tanti! Uno dei principali era che volevo scoprire posti nuovi, confrontarmi con culture e persone diverse e, soprattutto, mettermi alla prova! Prima di partire in molti mi dicevano “Non ce la farai mai” ed è stato anche per questo che sono voluta andare; per dimostrare a tutti che se voglio, posso. Insomma: è stata una sfida!  Adesso credo che niente sia impossibile: se ci si impegna veramente a fare qualcosa, se si è disposti a tutto, quel “qualcosa” si realizzerà!

  • Hai avuto bisogno di documenti specifici per lavorare?

Sì, oltre al Working Holiday Visa che permette di lavorare full time, in alcuni settori  lavorativi c’è bisogno di una certificazione specifica. Ad esempio, per poter lavorare nel campo dell’Hospitality come cameriera, ho dovuto seguire un corso ed infine superare un test per ottenere l’RSA, un certificato che mi permettesse di vendere e somministrare l’alcool.

  • Hai l’impressione che, rispetto all’Italia, in Australia ci siano più possibilità lavorative e professionali?

Sì, soprattutto perché l’Australia è un paese in continuo sviluppo ed ha un territorio molto esteso. Sorgono nuove città di continuo e di conseguenza si aprono nuove posizioni lavorative ogni giorno. Gli aussies sono, per certi aspetti, più cordiali e corretti durante il percorso di ricerca di un impiego: ad esempio mi è capitato di rispondere a degli annunci di lavoro e, anche se non ero stata scelta, venivo comunque contattata per comunicarmi l’esito dell’interview. In Italia questo succede raramente: vieni ignorato del tutto o il colloquio si conclude con il classico “le faremo sapere” che, nella maggior parte dei casi, non ha alcun seguito.

  • Qual era il tuo livello di inglese quando sei partita? Inizialmente hai avuto difficoltà?

Nel 2014, quasi due anni prima di partire, mi sono iscritta a My English School perché il mio livello di conoscenza della lingua era beginner; dopo un anno di corso ero decisamente migliorata e sono passata al livello intermediate. Quando, poi, sono arrivata in Australia, non è stato affatto facile: gli australiani hanno un loro slang piuttosto articolato e non facilmente comprensibile. Ma gli aussies sono molto disponibili ed inclini ad aiutare chi si trova in difficoltà… piano piano mi sono abituata e sono riuscita a capire (quasi) tutto!

  • Raccontaci qualcosa della tua esperienza di vita e di lavoro Down Under.

Lavorativamente parlando (lavoravo come cameriera in un ristorante italiano) mi sento di dire che è stato più facile rispetto all’Italia: o meglio, anche lì ho lavorato sodo ma c’è una grande differenza fra il lavoro in Italia e il lavoro Down Under. In Australia le persone vengono rispettate, ascoltate ed esiste davvero la meritocrazia. Inoltre sono cresciuta anche culturalmente: infatti ho lavorato con colleghi provenienti da tutto il mondo, ho imparato a rispettare le tradizioni di un nuovo paese e ad integrarmi in una cultura e una realtà formata da persone molto diverse da me e da ciò che mi è familiare.

  • Hai progetti per il futuro?

Attualmente il mio obiettivo principale è quello di avviare la mia esperienza lavorativa presso My English School; mi sento pronta ad affrontare nuove sfide che accresceranno di certo le mie conoscenze e competenze. Sì, devo ammettere che sono molto soddisfatta dell’opportunità offertami.

  • Una cosa che ti piaceva del vivere in Australia e una cosa che non ti piaceva.

Difficile scegliere! Direi che la cosa più bella del vivere in Australia era la natura circostante: spiagge fantastiche e parchi immensi in primis. Un’altra cosa che mi piaceva era il modo di affrontare le cose e la vita che potremmo riassumere con la frase “take it easy”. Della serie: la vita va presa in maniera tranquilla, senza fretta e col sorriso. Sempre! 

Le cose che, invece, mi rattristavano un pochino erano il pensiero della lontananza dalla mia famiglia (e credo sia normale) ma anche il fatto che si creavano bellissimi rapporti d’amicizia e di affetto con persone le cui strade, purtroppo, nel giro di pochi mesi, si dividevano dalla mia.

  • Hai un suggerimento da dare ai tanti italiani che sognano di lavorare e vivere all’estero?

È una esperienza assolutamente da fare! Bisogna armarsi di buona volontà, voglia di fare e fiducia in se stessi. Credo si tratti di una esperienza che va vissuta in prima persona per poterla capire fino in fondo e per poter godere delle emozioni e dei ricordi che lascia.

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Alessia

Maniaca dell’ordine, sognatrice seriale; Alessia ama i gatti, il caffè senza zucchero e i film. La sua stagione preferita è l’autunno: foglie ingiallite, i primi freddi e la pioggia. Possibilmente tutti i giorni e, magari, abbondante. Grazie.

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